C’ eravamo tanto amati

Scritto da Fabio Trezzi | 19 maggio, 2012 1:36

Stoner lascia, che peccato. Una perla preziosa della MotoGp a soli 26 anni dice basta e se ne tornerà, quasi sicuramente, nella sua amata Australia. Proprio questa è la parola chiave: amore. Ama ancora guidare, piegare e poi dare gas in modo deciso e convinto, ma non ama più l’ ambiente della MotoGp e le sue moto. Si dice che la categoria regina del motociclismo abbia, da sempre, un senso d’ inferiorità verso la categoria regina delle auto, la F1. Allora, per vincere questo stupido ed ingiustificato pensiero, la copia. Purtroppo ci sta riuscendo bene, l’ elettronica si sostituisce sempre più alle capacità del pilota, le gare sono diventate meno eccitanti rispetto al passato ed evidentemente, l’ ambiente “più pane e salame” del motociclismo, inteso in senso buono, è diventato più lavoro/marketing e meno passione/divertimento. Troy Bayliss una volta disse: “Ho fatto più interviste in un week end di MotoGp che in un anno di Superbike”. Anche Raikkonen, per certi versi molto simile a Stoner, ha mollato tutto per disintossicarsi dall’ ambiente. E disse praticamente la stessa cosa: “Mi piaceva ancora guidare, ma ero stanco di tante cose che mi stavano attorno”. Casey Stoner, il pilota che è riuscito a domare la Ducati asfaltando tutti, il pilota che ancora un po’ potrebbe grattarsi le spalle sui cordoli talmente piega, il pilota che lascia lunghe strisce nere di gomma sull’ asfalto come se fosse un gioco, il pilota che a soli 26 anni è di diritto nel club di grandi del motociclismo, a fine stagione saluterà tutti lasciando un bel vuoto. Casey, goditi la tua amata Australia, e tu, MotoGp, torna ad essere moto.

Fabio Trezzi

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