Sorpassi e “sorpassi”
Da poco si è conclusa la stagione di F.1 e spesso sento dire con entusiasmo che quest’ anno è stato un festival di sorpassi. Faccio una premessa: se anche fosse come disse Lauda ai tempi dell’ esasperazione elettronica: “sulla F1 di oggi ci potrebbe salire una scimmia tanto è facile da guidare”, e se anche nella posizione di classifica l’ auto conta tanto e il pilota conta poco pur essendoci a volte grandi differenze tra compagni di squadra, credo comunque che sia sempre difficile metterci quel poco fatto da un delicato equilibrio di capacità, concentrazione, senso del limite e grinta. Fatta questa doverosa premessa, sono contrario a tutta quest’ eccitazione perchè tanti sorpassi sono stati fatti per l’ alettone mobile. Tanti sorpassi sì, ma che sorpassi? Grazie a questa grande ed intelligente soluzione usata per rendere le corse più divertenti, io penso d’ aver assistito a qualcosa che è simile ad una messa in scena. Questa soluzione è una grandissima stupidata che invece di rendere le corse più vere, giuste, comprensibili ed anche belle, contribuisce invece a renderle false, ingiuste, incomprensibili e più brutte: quello che vediamo è un sorpasso vuoto, senza valore, dove quello davanti per regolamento deve subire passivamente senza potersi opporre. Invece d’ evidenziare la bravura dei piloti la si opprime sempre più. A volte mi chiedo se chi fa i regolamenti sia gente capitata per caso in quelle riunioni FIA dove si approvano queste scelte, e scambiate per membri partecipanti, vengono ascoltate. Che so…magari qualcuno entrato per sbaglio mentre cercava la toilette, e in preda al forte stimolo impellente, espone la prima cosa che gli passa in testa pur d’ essere libero d’ uscire subito e scappare in bagno… o un postino un po’ matto che entrato per consegnare un telegramma, comincia ad esporre le sue strampalate idee mentre tutti lo ascoltano convinti d’ aver trovato un genio… Magari può anche essere che alla FIA da anni hanno gli uffici, per un qualsiasi motivo, inagibili e si riuniscono per “ragionare” (sì, sì, ragionare tra virgolette…per modo di dire!) sui regolamenti, in qualche cantina dove si beve più vino di quanta benzina beva un motore di F1. Se fosse davvero così mi spiegherei diverse cose e mi consolerei anche: basterebbe controllare meglio chi partecipa a queste riunioni e trovare un posto dove si beve solo acqua; tutto tornerebbe nella norma. Purtroppo ho i miei dubbi che queste cose succedano veramente, potrebbe quindi essere che quello non a posto sia io; fatto sta che a me, personalmente, non entusiasma vedere una BMW che in rettilineo brucia una 500… Un sorpasso fatto perché la macchina che insegue diventa improvvisamente, e senza merito di chi la guida, più veloce di quella davanti, che a sua volta diventa improvvisamente, e senza demerito di chi la guida, più lenta di quella che segue, mi sembra una delle cose più stupide e insensate, che si possa vedere nelle corse. L’ essenza delle corse, come in tutte le competizioni, è la sfida, la lotta dura e leale con gli altri, ma con questo handicap tecnico di leale e vero c’ è ben poco. I sorpassi sono il lato più bello ed evidente di questa sfida, ma devono essere veri.
Ridateci lo sport: tutti contro tutti ed il più possibile, perchè comunque la macchina conta sempre tanto, ad armi pari.
Signori della FIA, dirigenti improvvisati che dovete far pipì, postini matti e chiunque altro partecipi alle riunioni tecniche-regolamentari, quelli che vedete qui sono Sorpassi!
Prendere appunti, prego.
Fabio Trezzi
Ki…mi combinerai in F.1?
Iceman è tornato. Torna sulle piste di F1 uno dei piloti più manici, torna nel paddock uno dei personaggi più atipici. Dopo aver respirato aria nuova nei rally facendo un’ esperienza dolce/amara, dopo aver provato la Peugeot prototipo di Le Mans e dopo aver fatto una breve esperienza americana sugli ovali coi Pick-Up pensando alla Nascar, Raikkonen correrà nella massima formula perché “i rally sono belli, ma corri da solo e mi mancava la lotta diretta con gli altri”.
Kimi guiderà una Lotus-Renault e fare previsioni è difficile, anche al suo debutto in F1 era difficile fare previsioni…
Iceman: debutto in F1 nel 2001.
2001 F1 Round01 Australian GP – Kimi passed Button & Fisichella from Wenny on Vimeo.
Arriva in F.1 con una superlicenza valida solo per qualche GP in quanto è un “osservato speciale” sotto esame per la scarsissima esperienza. Non tutti sono d’ accordo nel farlo correre: Kimi non ha ancora 22 anni ed ha sulle spalle solo i kart ed una ventina di gare in F.Renault, troppo inesperto per stare nella mischia con una F1 e troppo giovane per reggere la tensione. Alla faccia dell’ inesperienza…fa una bellissima gara stupendo tutti con bei sorpassi ed arrivando sesto. Alla faccia della tensione…quando ormai è ora di prepararsi al GP, devono andare a cercarlo e…svegliarlo perchè dormiva beatamente: “Eih Kimi! Cosa fai? Svegliati! Tra poco devi salire in macchina….Kimi si è alzato un po’ infastidito (!) come quando svegli un giovane che non ha voglia d’ alzarsi e vuole continuare a dormire (!)”. Iceman!
Iceman: un pilota on/off.
Quando sale in macchina è “on” e da tutto, quando scende è “off” e non da niente o quasi. Tanto in pista sa essere fulmine e martello, tanto è assente nelle scelte tecniche e strategiche come se non lo riguardassero. Kimi è così: arriva, sale in macchina e va subito fortissimo, poi scende e se ne va. Il suo compito è guidare ed il suo compito è finito. Basta.
Kimi però quando è “on”, può anche compiere un gesto folle come quello del 2005 al GP d’ Europa, andando oltre il coraggio, oltre il rischio calcolato, e facendo ben più di quello che un team potrebbe chiedere al suo pilota.
Nurburgring, GP d’ Europa 2005
Kimi è in testa ma a pochi giri dalla fine la gomma anteriore destra comincia letteralmente a perdere pezzi distruggendosi sempre più. La macchina davanti vibra tantissimo sottoponendo la meccanica a sollecitazioni troppo forti, è chiaro che continuare così è impossibile; fermarsi però vuol dire perdere la corsa, in più manca pochissimo al traguardo e Alonso è dietro che lo sta raggiungendo. Ostinatamente Kimi non molla. Mentre la gomma peggiora sempre più, come se niente fosse continua spingendo al massimo e buttando la Mclaren sui cordoli per raddrizzare il più possibile le curve. Inizia l’ ultimo giro, ma… la sospensione non regge più le sollecitazioni trasmesse dalla gomma che funziona male, si spezza e Kimi vola fuori. Epilogo praticamente scontato. Nonostante questo non andò ai box a cambiar le gomme e non rallentò un po’ per cercare di gestire (se mai era possibile). Niente. Ha continuato a spingere. Bisogna essere coraggiosi, freddi o pazzi?
Iceman: quasi mai si scioglie.
In un mondo dove la comunicazione è importantissima, dove i manager “consigliano” ai piloti cosa dire e come dirlo, dove a volte ci s’ inventa “l’ operazione simpatia” per rendere più gradito a tifosi e sponsor uno sportivo, dove le squadre prima di dare il permesso per le interviste vogliono prima ricevere per iscritto le domande per poter “consigliare” al pilota cosa dire, in un mondo così dominato dalla comunicazione studiata perché il “prodotto” sia bello e facile vendere, Kimi nelle interviste spesso non va oltre il “Sì, no, vediamo” e il suo atteggiamento è di totale indifferenza fino al menefreghismo, perché come ha detto in un’ intervista: “le interviste sono roba noiosa…”.
Campione del Mondo.
Per tutti i piloti la Ferrari è un sogno, per Kimi è solo una valida occasione per diventare Campione del Mondo. Per tutti i piloti diventare Campione del Mondo con la Ferrari sarebbe il sogno dei sogni, il valore aggiunto che fa la differenza tra “bello” e “mi sembra incredibile, ancora non ci credo! Non ho parole per descrivere quello che provo…”, per Kimi la Ferrari è solo una squadra competitiva che gli ha permesso di vincere il mondiale.
Neanche Montezemolo può scioglierlo. Anzi…
Per tutti i piloti Ferrari venire elogiati in tv da Montezemolo, sarebbe motivo d’ orgoglio e piacere; a Kimi invece non interessa nulla, tanto che poi infastidito se ne va lasciando di sasso il “presidentissimo”.
Su Kimi si è detto un po’ di tutto; come al solito quando vinci ti perdonano (stupidamente) tutto anche le cose sbagliate, quando non vinci non ti perdonano (stupidamente) nulla anche quelle che non c’ entrano. Così Kimi quando entra nel suo periodo nero, non va più bene: è troppo chiuso e non sa neanche una parola d’ italiano (e allora?), è uno scarso che ha vinto il campionato solo per fortuna. Forse è vero quello che dice chi lo ha conosciuto, e cioè che Kimi non è solo ghiaccio, ma è anche un ragazzo sensibile e nel privato è così chiacchierone che poi devo zittirlo. Forse i suoi silenzi sono modi per difendersi, un po’ come quando deve attraversare tutta la pit-lane dopo un ritiro e trova l’ assalto dei giornalisti che lo inseguono e lo attendono, ma lui con casco in testa e visiera abbassata tira dritto. E’ sicuramente difficile capire che persona sia Kimi, ma almeno ha il pregio di non essere un personaggio finto di quelli costruiti per essere simpatici a tutti i costi. Come pilota invece, a me non sembra difficile capire come sia, e per me è un grande manico. E se davvero fosse scarso, beh… vorrei essere io scarso come lui: in F1 a 21 anni, da subito stupisce per velocità e freddezza, poi per 8 anni top driver di McLaren e Ferrari, è due vote vice campione del mondo con la McLaren, Campione del Mondo con la Ferrari, 18 vittorie di cui 4 a Spa, e 1 a Monaco, più di 60 volte sul podio, pole position, giri più veloci in gara, grandi rimonte, sorpassi duri (e corretti) anche al miglior Schumacher…
A me piace che torni, e se questo rientro non è un hobby o solo un modo per guadagnare un po’ di soldi (molto un po’!) credo farà ancora bene se la macchina lo assisterà. A me piace che torni e mi piace tantissimo il suo modo d’ assettare la macchina: precisa in entrata di curva e neutra in uscita che al limite scivola sulle 4 ruote. Bellissimo. Iceman è tornato. Come mi piace questa cosa!
Fabio Trezzi
La spider con la capote in jeans – Nel progetto le ruote in lega OZ Botticelli HLT
Una vettura esclusiva, con carrozzeria originale disegnata da una casa di moda casual, tirata in 60 esemplari, uno per ogni anno d’attività. L’idea è venuta a Fulvio Biondi, presidente e Ceo di Roy Roger’s, che unendo la sua passione attuale per il denim, il tessuto con il quale si confezionano i jeans, a quella di gioventù per le auto ha dato il via, insieme con un team d’architetti dello Studio De Benedetti e Fiordi, al disegno e alla progettazione della Roy Roger’s Car.
Ogni particolare è studiato al meglio, comprese le ruote in lega, delle Botticelli HLT di OZ Racing. HLT sta per High Light Technology, una tecnologia messa a punto nei laboratori di OZ e derivata da oltre 25 anni di esperienza come fornitore dei più famosi team di Formula 1. Le ruote sono più leggere, più performanti e allo stesso tempo più resistenti. …l’articolo continua »
Motor Show 2009: niente esposizione, soltanto cinque giorni di gare
Cambia tutto: il Motor Show 2009 avrà un programma radicalmente diverso da quello degli ultimi anni. Mancheranno quasi del tutto le aree espositive dedicate alle case automobilistiche, retaggio di un tentativo non andato in porto di “trasformazione” nel salone nazionale e rimarranno le gare e le esibizioni. Anche la durata complessiva però, risentirà dei tempi grami: la manifestazione si terrà dal 4 all’8 dicembre, mentre in un primo momento si sarebbe dovuta articolare in nove giorni.
Dopo che Fiat aveva annunciato la propria assenza, anche la stragrande maggioranza dei grandi costruttori presenti sul nostro mercato ha comunicato decisioni simili, compromettendo definitivamente il lato espositivo del Motor Show. Menomale che c’è Ferrari (e il mondo del motorsport), verrebbe da dire.
Il Cavallino onorerà la manifestazione di casa con una giornata intera di esibizioni: ci saranno le Formula 1 e le F430 del Ferrari Challenge a dare spettacolo e rappresentare l’Italia dei motori.
Non mancheranno poi i consueti Memorial Bettega, con le protagoniste del WRC, le gare turismo e quelle riservate alle auto storiche. Per 12 euro (la metà del biglietto precedente) tutto sommato non c’è da lamentarsi.
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OZ Racing passa dalla F1 alla Superbike con BMW Motorrad Motorsport
BMW MOTORRAD MOTORSPORT sceglie le ruote S 1000 RR by OZ per l’atteso debutto nella massima categoria delle derivate di serie.
L’accordo tra la Casa dell’elica e il Gruppo di Padova sigla il ritorno nelle due ruote dei due marchi “storici”: la tradizione corsaiola di BMW risale a 84 anni fa; OZ da oltre 35 è il brand più titolato al mondo nel racing.
BMW MOTORRAD MOTORSPORT correrà con la nuova coppia di ruote S 1000 RR in magnesio forgiato, realizzate da OZ con elevati standard. BMW sceglie OZ come fornitore ufficiale, proseguendo un rapporto già consolidato in Formula 1 con la scuderia BMW-SAUBER.
Tutto è pronto, e intanto gli occhi dei fan sono puntati in pista per ammirare i gioielli OZ dalle misure mozzafiato: 3.5”x16.5” per l’anteriore e 6.25”x16.5” per il posteriore.
Regali di natale marchiati OZ – Alleggerita HLT
Sta per arrivare il Natale ed ecco che OZ, leader ormai da anni nella produzione di cerchi in lega, è pronta a fare una grande sorpresa agli amanti dei trackday. Dopo i conosciutissimi Superleggera e Ultraleggera il nuovo nato è LSI chiama Alleggerita HLT. Il cerchio monoblocco, nato per battere ogni record di leggerezza aumentando il piacere di guida si fregia della dicitura HLT (hight light tecnology). Questa tecnologia, maturata durante gli anni in Formula 1 permette di avere un cerchio estremamente leggero ma ugualmente resistente, diminuendo al contempo anche le masse non sospese dell’auto con indubbio guadagno in termini prestazionali.
Esteticamente l’aspetto è decisamente racing, le razze singole sono 9 e chiudono all’ interno del canale. Come tutta la linea racing dei cerchi OZ i nuovi nati sono studiati appositamente per chi bada più alla sostanza che all’apparenza facendo del peso estremamente contenuto il principale pregio, ma non di certo l’unico.
Un’ importante novità è la gamma colori che è composta da ben 8 varianti di verniciatura e comprende addirittura l’ arancione e il blu.
Il cerchio è disponibile in dimensioni di 17″ e 18″ con applicazioni sia a 4 che a 5 fori e pesa nella versione 7X17″ solo 6,3 Kg.
Articolo realizzato da Luca Romano





